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Dileto Dialeto

19.07.2011 - Questa sera alle 18.30 a Trieste presentazione del libro di Nidia Robba.

Informazioni
Protagonisti: Nidia Robba
Luogo: Giardino Casa Robba - via D'Angeli 38 - Trieste
Inaugurazione: marted́ 19 luglio
Orari: 18.30
Ingresso: libero
Recapiti per info: tel. 335 6294106 - 335 6750946
Quando: il 19.07.2011
Descrizione

""Martedì 19 luglio 2011 alle ore 18.30, a Trieste, nella fascinosa cornice del giardino un po' fané di Casa Robba (via D'Angeli 38) la scrittrice e poetessa triestina Niddia Robba presenterà il suo ultimo libro di poesie in dialetto, intitolato Dileto Dialeto (pgg. 115, € 13,00) ed edito da La Mongolfiera Libri. Interverranno l'architetto Marianna Accerboni, Giancarlo Bonomo, Duilio Buzzi, Michele Galliussi, Maria Grazia Mora e Fausto Ranieri con il coordinamento della pittrice Helga Lumbar Robba, cui si deve la vivace e delicata illustrazione della copertina: un mazzo di fiori che sembrano fuochi d'artificio.

La raccolta – scrive Accerboni - che, tra romanzi e volumi di liriche, rappresenta il 18° libro dell'autrice, oggi 87enne, è dedicata non a caso alla giornalista Liliana Bamboschek, esperta di dialetto e di tradizioni triestine. E propone una sessantina di poesie composte dalla Robba tra il 1946 e il 2011, che riassumono la filosofia di vita e la colta sensibilità dell'autrice in rapporto a molteplici temi dell'esistenza individuale e universale.
Come di consueto la poetessa - che nel corso della sua attività ha ricevuto molti premi speciali, non ultimi il "Città di Venezia" e la "Targa al merito", di cui è stata insignita dal Comune di Trieste - coinvolge istintivamente il lettore, con la sua capacità di fantasticare e al tempo stesso di narrare, in una sorta di armonica espressione del temperamento intenso e appassionato che la anima, intrecciato però a una lieve ironia, che sale di quando in quando d'intensità e si fa umorismo e anche self humor: passano attraverso la sua penna le dolorose vicende dell'amata Trieste, città tanto attesa dall'Italia e poi trattata con indifferenza, l'amore per i gatti, dal cui fascino è impossibile non rimanere sedotti, sino ad apprezzare la "gatoterapia" e a diventare una gattara…; e poi il ricordo dell'amato cugino francese Gerard e la consapevolezza di non scrivere in un "Dialeto studià". Ma, afferma l'autrice "Xe quel che parlo: forsi ingentilido al confronto de quel de ani fa". E ancora il tema dell'emancipazione femminile e del conseguente ruolo perdente del maschio…
Ricordi dolci e amari e "sogni di gloria", ossia le speranze della giovinezza, percorrono come un brivido d'energia le rime – conclude Accerboni - non dimentiche che "la vita la xe un dono che va restituido; no ghe esisti condono o acordo patuido".

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